Gratin di verza e toma Lou Bergier Pichin

Anche stavolta arrivo all’ultimo…quasi! Non cerco scuse, anzi, possibile che non riesco mai, e dico mai, a fare le cose per tempo?

Sono quella che se deve prendere un treno alle 18 arriva in stazione alle 17.59, per fortuna adesso i biglietti li puoi fare online, per non parlare di quello che combino in aeroporto: non solo arrivo che il check-in sta chiudendo ma riesco a farmi chiamare dalle hostess  attraverso l’altoparlante dell’aeroporto solo perché sto guardando o facendo altro! C’è da dire che non faccio pagare agli altri questa mia caratteristica…cerco di essere sempre molto puntuale agli appuntamenti!

dunque, non appena mi è arrivato a casa il kit (pacco regalo sarebbe meglio, era custodito anche in una splendida scatola rossa) delle Fattorie Fiandino mi è venuta in mente questa ricetta che avevo conservato in un vecchio quaderno circa 6 anni fa.
Posso dirlo? è da sbattersi a terra dalla bontà! veramente BBBBBBuona!

 

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Ingredienti:

12 fette di pane integrale

600 gr di verza

100 gr di pancetta a cubetti

500/6000 ml di brodo

50 gr di burro 1889

200 gr di Lou Bergier Pichin

50 gr di Gran Kinara

Pulire la verza a tagliarla a fette sottili, riscaldare una padella e mettere a soffriggere la pancetta senza l’aggiunta di altro, non appena avrà rilasciato il suo grasso aggiungere la verza e far cuocere per circa 10 minuti rigirandola spesso. Salare e pepare. Nel frattempo far tostare il pane in forno caldo e riscaldare il brodo. Ridurre la toma a cubetti.
Imburrare leggermente una teglia e disporvi le prime 4 fette di pane, versarvi metà della verza e cospargere la toma a cubetti e una spolverata di Gran Kinara, procedere allo stesso modo con lo strato successivo. Chiudere con le ultime 4 fette di pane e versarvi il brodo che deve arrivare a lambire i bordi della teglia. Mettere dei fiocchetti di burro sulla superficie a infornare a 180 ° per 30 minuti. Quando mancano 5 minuti cospargere la superficie con il Gran Kinara avanzato e fare leggermente gratinare.  

 

con questa ricetta partecipo al contest delle Fattorie Fiandino

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a tutto Marche!

In onore dell’abbeccedario culinario oggi, a casa Gigadea,  pranzo domenicale a tutto Marche!

Sono giorni che studio sul La cucina della Marche, Alessandro Molinari Pradelli il menu per questa giornata e avendo a disposizione per cucinare  solo la domenica mattina ho eliminato tutte quelle ricette elaborate che richiedono tempo.

E’ proprio vero se le materie prime sono di qualità il risultato è garantito; ecco il menu:

 

Crescia Brusca

Tagliatelle alla ducale

Pancettone con Cipolle alla salvia

Liccacenora

 

 

Crescia brusca

(Secondo l’uso di Urbino)

 

Ingredienti:

per il lievitino:

300 g di farina

2 uova

50  g di lievito di birra sciolto in un bicchiere di acqua tiepida

per la crescia:

800 g di farina

200 g di burro

150 g di strutto

80 g di pecorino grattugiato

200 g di formaggio parmigiano reggiano grattugiato

10  g di sale

pepe di mulinello a piacere

Preparare il lievito impastando farina, uova e il lievitp ammorbidito, coprire con un pugno di farina e lasciare lievitare almeno un’ora.

Disporre la farina sulla spianatoia, aggiungete il burro e lo strutto fusi ,  i formaggi, il sale il pepe e il lievito. Impastare  fino ad ottenre un impasto liscio e sodo. Mettere l’impasto a lievitare, per circa 2 ore,  direttamente in una teglia, oliata, dai bordi alti.  Cuocere a 200° in forno caldo.

 

Tagliatelle alla ducale

Ingredienti:

400 g di tagliatelle fresche all’ovo

25 g di burro

1 spicchio d’aglio tritato

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

100 g di prosciutto cotto a dadini

100 g di funghi porcini affettati

60 g di pisellini lessati

40 g di grana padano grattugiato

30 g di mascarpone ( facoltativo)

 

Far soffrigere nel burro l’aglio e il prezzemolo, aggiungere il prosciutto, i pisellini e i funghi; aggiustare di sale e pepe. Far cuocere per circa 10 minuti a fuoco dolce. Scolate le tagliatelle molto al dente e vesatele nella padella del condimento e aggiungete il mascarpone (io non l’ho messo perchè mi sembrava già buono così) e il formaggio grattugiato, spadellate per qualche minuto e servite.

 

Pancettone (o braciolone)

(Specialità Urbinate)

Ingredienti:

1 fetta di pancia di vitello

2 uova

50 g di rposciutto triato

1 cucchiaio di farina

50 g di pecorino grattugiato

2 cucchiai di latte

2 cucchiai di prezzemolo

burro sale e pepe

Per la cottura:

3 cucchiai di olio evo

40 g di lardo pestato

1 cipolla affettata

sale

Preparare una frittata con le uova, il prosciutto, la farina, il formagigoe il prezzemolo. Disporre la carne su un tagliare, salare e pepare e adagiarvi la frittata e arrotolare il tutto strettamente lefandolo con lo spago da cucina.

Soffriggere nell’olio il lardo e la cipolla, e far rosolare il pacettone da tutte le parti, aggiungere acqua calda quasi a coprire la carne e far cuocere per circa un’ora. Tagliare a fette e servire.

 

Liccacenora

(specialità di Fabriano)

Ingredienti:

500 g di farina

30 g di uvetta

50 g di gherigli di noci tritati

1 cucchiaio di strutto ammorbidito

3 cucchiai di miele

mezzo bicchier di latte (mia variazione….non diventava omogeneo!!)

In una ciotola amalgamare tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo. Scaldare una padella e cuocere la liccacenora come se fosse una frittata, prima da un lato e poi dall’altro….io l’ho cotta in forno!

 

U come Urbino – L’abbecedario Culinairo

L’Abbecedario Culinario della Trattoria MuVaRa  è arrivato ad Urbino.

Credo di aver saputo dell’esistenza di Urbino durante un nomi/cose/città. Intorno ai quattro anni assistevo spesso, insieme alla mia gemella, a questo gioco fatto dalle mie sorelle e cugine più grandi: gioco amato dalle mamme perché faceva cultura e fatto dai figli perché lasciava spazio alla fantasia: che lunghe litigate per cercare di capire se Urbino fosse o meno capoluogo di provincia e quindi potesse essere annoverato tra le  città!

Dicevamo: U come Urbino, come Marche, come centro d’Italia.

Dal punto di vista gastronomico le  Marche  rappresentano una sorta di melting pot dell’enogastronomia italiana: la tradizione del sud e quella del nord si fondono in un unico sapore proprio come l’olio e il lardo immancabili nelle ricette marchigiane.

La Casciotta d’Urbino, la crescia sfogliata, il ciauscolo  sono solo alcuni esempi dell’eccellenza gastronomica, ma è soprattutto l’altissima qualità delle materie prime che rende anche le minestre più umili dei piatti gourmet…infondo basta un solo un po’ di tartufo.

Niente tartufo per la ricetta di oggi solo tanti profumi…

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Pollo in potacchio

(il potacchio è la pentola nella quale cuocere, generalmente di terracotta dai bordi alti)

 Ingredienti:

1 pollo tagliato a pezzi
2 cucchiai di olio extravergine

1 cucchiaio di lardo tritato
4 spicchi di aglio
2 rametti di rosmarino
1 bicchiere di vino bianco secco
sale e pepe

Rosolare, solo con olio e lardo, il pollo a pezzi e sono dopo aver ottenuto una colorata rosolatura aggiungere il rosmarino e l’aglio, bagnare con il vino bianco e far sfumare. Aggiustare di sale e di pepe  e continuare a cuocere a fuoco vivace, se è necessario aggiungere qualche cucchiaio di acqua per evitare che si attacchi alla pentola w portare a cottura

Sono tanti e vari i piatti che sicuramente non basteranno le due settimane dell’Abbecedario Culinario  per riuscire ad avere una raccolta completa  ma proviamoci!

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Spaghetti cozze e rucola

Finalmente nel mio amato Salento!

Mi sto facendo coccolare dalla mia terra, dai suoi gusti e profumi, dalla sua sapienza e allegria…insomma me la sto godendo!!!

Tra i piatti ricchi di profumi  occupano sicuramente il primo posto questi spaghetti.

 

 

Ingredienti:

200 g di spaghetti

1 kg di cozze

mezzo bicchiere di vino bianco

1 spicchio di aglio

5 cucchiai di olio evo

500 g di rucola selvatica

2 pomodori maturi

1/4 di cipolla bianca

prezzemolo fresco tritato

Pulire le cozze e metterle in padella senza aggiungere altro; quando iniziano ad aprirsi togliere la padella dal fuoco e prelevare il frutto dalla valve. Conservare qualche cozza con le valve e  filtrare l’acqua rilasciata dalle cozze.

Far scaldare olio, aggiungere l’aglio e  non appena inzia a sfrigolare spegnere il gas; lasciare in infusione per 5 minuti.

Eliminare l’aglio e, dopo aver riacceso il fuoco, aggiungere le cozze e il vino precedentemente fatto bollire per 3 minuti in modo da far evaporare l’alcool.

In una padella far appassire la cipolla con l’olio, aggiungere i pomodori a pezzetti e dopo qualche minuto la rucola, lasciare stufare e aggiustare di sale.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata a cui occorre aggiungere l’acqua filtrata delle cozze. A cottura ultimata mescolare le cozze,il prezzemola, la rucola e la pasta in una ciotlola.

 

Pane per Masculi

In questi giorni l’Abbecedario Culinario della trattoria Muvara, guidato da Patrizia della Melagranata, è sbarcato a Otranto.

Avrei voluto raccontare  delle Friselle, di Patrizia e del suo amore per la mia terra, del suo sguardo goduto mentre mi raccontava della frisella più buona del mondo mangiata a bordo di una barca…ma qualcuno mi ha preceduto e così mi accontento (!) del “lu pane per masculi”!

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Si tratta di una fetta abbrustolita di pane di semola di grano duro, strofinata di aglio, spalmata di ricotta forte, guarnita di acciughe sott’olio e irrorata di olio al peperoncino…”roba da masculi” quanto meno nello stomaco!

Pane di semola di grano duro

Ingredienti:
600 g farina semola rimacinata
300 g acqua tiepida
15 g lievito di birra
13 g sale fino
1 cucchiaino di zucchero

Impastare tutti gli ingredienti insieme, io ho usato la macchina del pane, per almeno 20 minuti. Si ottiene un impasto morbido ed elastico. Lasciare lievitare per circa 2 ore e poi procedere con la piegatura del pane dando la tipica forma sferica. Lasciare lievitare ancora 30 minuti infornare a 200 gradi per circa 40 minuti.

Torta incredibile ai pistacchi e limone

Da quando ho assaggiato questa torta a casa di Patrizia che penso alla versione con i pistacchi. Tempo fa un amico, di ritorno da una viaggio in Sicilia,  mi aveva portato della “farina” di pistacchi di Bronte e così non potevo  non farla….e poi è stata la torta del mio 42 esimo compleanno!

Che dire il profumo è eccezionale, il sapore veramente incredibile!

Ingredienti

200 ng di zucchero semolato
300 ml di panna fresca
150 ml di latte fresco intero
125 g di burro
90 g di “farina” di pistacchi
80 g di farina 00
4 uova
1 limone non trattato
1 cucchiaino di lievito in polvere

Sbattere le uova con lo zucchero e le farine,  aggiungere il lievito, il burro fuso,  il latte e la panna. Per ultimo aggiungere  60 ml di succo di limone e la scorza grattugiata dello stesso.
Versare l’impasto in una tortiera, meglio se rettangolare, foderata di carta forno bagnata.
Cuocere in  forno a 180° per circa 45′, lasciar raffreddare completamente la torta e quando sarà ben fredda spolverizzare lo zucchero a velo e “farina di pistacchi”.

Cake Pops

I cake pops sono trasversali e piacciono a tutti, se poi i tutti sono adulti e sono più numerosi  dei piccoli si assiste ad una lotta all’ultimo cake pops che può regalare momenti molto divertenti.

Ho visto madri assumere facce contrite e funeree mentre si sacrificavano, mangiando, l’ultimo cake pops, al posto della figlia….si sa troppi dolci fanno male ai bambini, soprattutto dopo le 5 del pomeriggio!!!

Sono facilissimi da fare e sicuramente finiranno velocemente!

 

Ingredienti:

400 g di pan di spagna

200 g di nutella

200 g di cioccolato fondente

Perline di zucchero colorate

Sbriciolare con le dita la torta e metteteli in una ciotola. Aggiungere la nutella e  impastare, occorre  ottenere un impasto abbastanza compatto per formare delle palline grandi come una noce. Metterle su un  foglio di carta da forno e far rassodare in freezer per circa mezz’ora, in frigo per una giornata.

Fondere a bagnomaria il cioccolato e tuffare le palline di torta ricoprendole completamente; far colare il cioccolato in eccesso. E metterli ad asciugare sul vassoio ricoperto di carta forno. Ovviamente si possono decorare a piacere, io ho usato delle perline di cioccolato colorate ma sono molto carine anche ricoperte di cocco o di granella di nocciole. Conservare in frigo per