Le pittule

Per noi salentini, ma probabilmente per ogni pugliese, le pittule rappresentano un cibo del cuore. Si tratta semplicemente di pallottole di pasta lievitata, fritte in olio di oliva e servite caute caute (calde calde), anche se il più delle volte la quantità che viene fritta non è quella che arriva a in tavola.
É un continuo assaggiare e, poiché mia madre è molto rigida a tal proposito, i miei nipoti quest’anno hanno mandato il più piccolo, Andrea (il nipote n.7), ad impietosire la nonna, anzi come è stata soprannominata da Teresa (la nipote n.6), la Comandera.
Andrea è riuscito solo due volte ad impietosire mia madre…la Comandera è incorruttibile!

Ingredienti:
1 kg di farina 00,
380 gr circa di acqua tiepida q.b.,
sale q.b.,
2 cubetti di lievito di birra.

Le pittule non si impastano in una terrina o ciotola, le pittule si impastano nel pentolone, il più grande a disposizione.

Sciogliere il lievito in un po’ d’acqua, incorporarlo alla farina e al sale. Continuare a impastare aggiungendo acqua, fino ad ottenere un impasto morbido e appiccicoso. È importante far “prendere aria” all’impasto pertanto durante la lavorazione occorre sollevarlo. Appena pronto coprire la pentola con il coperchio, avvolgerla con una coperta di lana e far lievitare per almeno 3 ore.

Scaldare in una pentola con abbondante olio evo. Prendere l’impasto con la mano sinistra e stringere il pugno in modo che sopra il pollice si formi una pallina di impasto grande quando una noce, prendere la noce con un cucchiaio bagnato di acqua e farla colare nell’olio.

Dopo averle scolate, fare asciugare le pittule su carta assorbente.

Si possono prepara semplici o aggiungendo all’impasto del cavolfiore, cubetti di baccalà, tonno e capperi…etc etc.

6 thoughts on “Le pittule

  1. Antonia….evviva!!! ma allora esisti!Ho visto su fb che avevi postato una ricettina e sono corsa subito nei tuoi quartieri…..e, se le rifacessimo, così tanto per vederci, magari pure con un bicchiere di vino?!!un bacione tesoroFabi

  2. Ma come mi piacciono le pittule!! In Salento ne mangiavamo a tonnellate!!Antonia, ma sei tornata???? E non chiami?? Perché non vai sul blog di Giulia (www.rossa-di-sera.com) ha un contest sul cibo di strada che è bellissimo!!!Baci…Patrizia

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