Quando la solidarietà…

Nei miei anni in MedChild mi sono spesso sentita dire che ero “beata” perché facevo del bene e che sicuramente le soddisfazioni emozionali che ne derivavano potevano ripagarmi di tutta la fatica extra-lavorativa che facevo.
Si, perché quando ci si occupa di “sociale” non si smette mai di occuparsene: tutta la tua vita, tutto il tuo tempo, tutte le tue energie sono concentrate sul tuo “sociale”, nel mio caso erano i bambini del Mediterraneo.
Ho sofferto per una loro disavventura, ho pianto la loro morte, ho gioito per un loro successo. Ricordo ancora come una delle emozioni più forti della mia vita la visione di un cd che testimoniava una maxi missione in Kurdistan: missione in cui eravamo riusciti a portare, in un paese dimenticato dalla comunità internazionale, i maggiori esperti italiani di cardiochirurgia infantile… non erano i bambini che venivano in Italia a farsi curare ma erano i nostri medici ad andare da loro per curare ed insegnare.
Eppoi tutto è finito. Perché? Tanti motivi e non per ultimo la crisi finanziaria che ha reso impossibile la vita al “sociale” anche perché nel frattempo tante cose sono diventate “sociale”, spesso cose che di “sociale” hanno poco.
In questi giorni mi sento nuovamente “beata” e mi sento così poiché faccio parte di un progetto che mi lega con “un filo” ai bambini di Rocchetta Vara.
Questa maledetta alluvione ha distrutto tanto: a qualcuno ha tolto la vita, ad altri un lavoro ed ad altri ancora la speranza. E se per chi non c’è più possiamo solo pregare, per chi è ancora qui possiamo fare tanto.
Le attività lavorative saranno, come sempre con i tempi e modi burocraticamente corretti, aiutate a ripartire, tuttavia ci sono realtà che sebbene verranno aiutate a rinascere non riceveranno mai abbastanza.
E il mio pensiero va alle amiche della cooperativa sociale Gulliver e alla loro difficoltà ad affrontare la giornata: guardare in faccia i loro ragazzi e sapere che forse tra qualche giorno dovranno decidere se dar loro da mangiare o vestirli; sapere che le persone che lavoravano in cooperativa forse non potranno più farlo perché non potranno più garantire loro un lavoro, e che tutti gli anziani e i disabili che beneficiavano di un loro servizio forse non potranno più averlo.
Ed è proprio per questo che è importante continuare a sostenere l’iniziativa UN FILO…PER I BAMBINI DI ROCCHETTA VARA. Iniziativa che grazie alla generosità di tanti e soprattutto grazie alla generosità del mondo di internet in questi giorni sta assumendo le sembianze di un grande abbraccio.

Ma i bambini non devono mangiare anche le verdure? Ecco una ricetta gustosa a base di verdura:

LASAGNE ZUCCA E VERZA

Ingredienti:
250 g di lasagne fresche
300 g di verza
200 g di zucca
1 porro a rondelle
500 ml di besciamella
3 cucchiai di grana
1 mozzarella a cubetti
Olio, burro

Sbianchire la verza in acqua bollente per 4 minuti, tagliare la zucca a pezzi piccoli e farla rosolare in una padella con il porro e la verza. Salare e pepare e lasciare cuocere per 10 minuti.
Imburrare una teglia e adagiarvi il primo foglio di lasagna, distribuire due cucchiai di verdure sulla sfoglia e cospargere di grana, besciamella e qualche cubetto di mozzarella.
Procedere così fino all’esaurimento delle verdure, sull’ultimo strato abbondare con il formaggio e la besciamella. Cuocere in forno a 180° per circa 30 minuti.

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