L’abbecedario culinario: Trentino Alto Adige

Se dico che la vera Montagna è in Trentino Alto Adige si offende qualcuno? Spero proprio di no!

Saranno stati i classici 15 giorni d’estate passati a Madonna di Campiglio quando ero piccola – che poi a pensarci bene non era proprio comodissimo partire dal Salento per raggiungere il Trentino ma i genitori degli anni ’70 avevano le loro convinzioni e così ogni anno, a fine estate, 15 giorni in montagna erano obbligatori – oppure le settimane bianche ad Andalo – io non so sciare, ho troppa paura di farmi male, ma come ci si riposa bene in settimana bianca!!! – o ancora meglio i campi-lavoro a Siusi ma il Trentino è uno dei miei luoghi del Benessere!

Quando mi sono resa conto che era ora di preparare la ricetta per l‘Abbecedario Culinario della Trattoria MuVaRa la scelta è stata facilissima: STRUDEL!!

Ma non il classico strudel, anche perché non verrebbe come quelli mangiati in situ, ma una rivisitazione salata con mele, uvetta, pinoli,… salsiccia e broccoli.

Ingredienti:

per la pasta

250 g di farina 00

2 cucchiai di olio

3 cucchiai di vino bianco

2 cucchiai di acqua

1 uovo

sale

 

per il ripieno

200 g di salsiccia

300 g di broccoli

1 mela

1 cucchiaio di pinoli

1 cucchiaio di uvetta

1 pizzico di peperoncino

olio, sale

Preparare la pasta mescolando tutti gli ingredienti insieme, una volta ottenuta una bella palletta profumata e malleabile farla risposare in frigo coperta da pellicola per almeno una ora.

Nel frattempo preparare il ripieno, sbollentare i broccoli e ripassarli in padella con olio e peperoncino.

Sgranare la salsiccia e cuocerla a fuoco vivo per 10 minuti.

Pulire e tagliare la mela a piccoli pezzi.

Stendere la pasta in un rettangolo, prestando attenzione a non strapparla; lo spessore della sfoglia deve essere sottile quasi come un foglio.

Disporre sulla sfoglia prima i broccoli, poi la salsiccia e in ultimo le mele, i pinoli e l’uvetta.

Arrotolare la sfoglia, ben stretta; far cuocere a 220° per 30 minuti.

Corro a lasciare un commento da Briggishome

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Pasta sfoglia dei poveretti di Loriana

Stamattina, come spesso mi accade da quando non lavoro, la pigrizia si è impossessata del mio corpo. Ma non era la solita prigizia no no, si trattava della SuperPigrizia quella ti toglie anche la voglia di uscire a far compere.

Dopo una rapida ispezione del frigo e constatazione che il deserto è più abitato, ecco il bottino recuperato: 4 albumi avanzati dalla crema di ieri, 2 mezzi panetti di burro, 4 cucchiai di formaggio grattuggiato, 200 gr di ricotta, 20 baccelli di piselli freschi.

Bene! è il giorno giusto per provare la “pasta sfoglia dei poveretti di Loriana”….anche perchè è dal 14 gennaio 2008 che voglio provarla. Risultato?? FANTASTICA!


Ingredienti:

100 gr farina 00
100 gr ricotta
100 gr burro

sale

Impastare tutti gli ingredienti velocemente e far riposare per 20 minuti in frigo. Stendere l’impasto aiutandosi con della farina, l’impasto rimane appiccicoso anche dopo il riposo e pertanto per stenderlo è necessario usare la farina.

Io, ovviamento, l’ho riempito con quello che avevo :-)))

Gli arancini di Adelina Cirrinciò

Chi è Adelina? Adelina è la “cammerera” di Montalbano.

È lei che prepara gli arancini che fanno desistere Salvo Montalbano dal raggiungere Livia a Viareggio per festeggiare il Capodanno e, sempre per questi arancini, Montalbano conduce una velocissima indagine per un furto nel quale è coinvolto uno dei figli di Adelina. Il “liccu e cannarutu” * Montalbano sa che potrà sbavarsi gli arancini solo se i figli delinquenti di Adelina restano fuori dai guai.

Qualche sera fa gli Arancini di Adelina sono entrati nel DNA di 4 amici.

“Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanisa (senza zaffirano, Pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, Pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano (da “Gli arancini di Montalbano”, Mondadori, 1999).

*(pag.93 – L’odore della notte – Andrea Camilleri, Ed. Sellerio)

Il riso avanzato

Confessione: il riso non era avanzato, ne ho semplicemente cucinato di più per poter fare questa torta salata. Ho un debole per le torte salate.

Con questo post partecipo alla raccolta di cicciapasticcia

Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia
200 gr di riso già cotto (va bene anche un avanzo di risotto)
200 gr di pisellini surgelati
10 gr di funghi porcini secchi
2 uova
50 gr di grana
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio
sale, pepe

Accendere il forno a 220°.

Far rinvenire i funghi in acqua tiepida. Rosolare l’aglio nell’olio, aggiungere i funghi ben scolati e lasciarli leggermente rosolare, dovete sentire il profumo del fungo, unire i pisellini e lasciare cuocere per 10 minuti. Occorre sorvegliare la cottura, non si devono asciugare troppo, meglio tenere a portata di mano del’acqua calda da utilizzare se necessario.
Una volta cotti i pisellini spegnere e unire il riso freddo, amalgamare bene e far raffreddare.
Nel frattempo sbattere le uova con il parmigiano, sale e pepe.
Unire le uova al riso, versare il composto in una teglia precedentemente rivestita di pasta sfoglia.
Cuocere in forno fino a doratura (se il forno non ha ancora raggiunto la temperatura di 220 gradi mettere la teglia in frigo, altrimenti la pasta sfoglia si appiattisce!).